Uli Ehret
Una vita sognata in acquerello
Fin da bambino, Uli Ehret (nato a Weinheim, Germania, nell'aprile 1965) è appassionato di auto e pittura. A soli 16 anni, inizia a vincere concorsi nazionali d'arte e, a 21 anni, apre la sua agenzia pubblicitaria.
Nel 1998, la scoperta dell'acquerello come tecnica per la rappresentazione delle auto da corsa gli permette di fare la sua prima grande affermazione nel mondo dell'arte. Per la sua mostra alle 24 Ore di Le Mans nel 2005, Ehret dimostra di aver finalmente trovato lo strumento per esprimere la dinamica, il movimento, le vibrazioni, e di essere in grado di rappresentare la velocità nei suoi dipinti. Un sottile mix di rappresentazione realistica e impressionismo. Per sua natura, l'acquerello permette una rappresentazione del movimento, che si percepisce anche nelle proiezioni di polvere della strada e nell'incandescenza dei dischi dei freni. E il modo in cui Ehret utilizza lo sfondo aggiunge ulteriore velocità alle sue opere.
Ma il suo lavoro non si limita a questo stile impressionista, è completato anche dalla storia di una gara specifica, dalla vita di un pilota, da un momento culminante di una competizione o da un momento storico dello sport automobilistico. Uli Ehret legge molto sullo sport automobilistico, sia attuale che storico. La sua biblioteca contiene centinaia di libri su tutte le auto, i piloti e le epoche. Così, un dipinto non mostra solo un'auto veloce, ma racconta anche una storia, quella dell'uomo dietro al volante o quella di una particolare giornata di gara, arricchita di numerosi dettagli storici.
Oggi, Uli Ehret gode del successo delle sue opere in acquerello. Le sue mostre a Le Mans, a Parigi, a Goodwood e a Silverstone lo hanno portato esattamente dove sognava di essere quando era bambino.
